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11º James K. Polk
10 domande · Politica
James K. Polk nacque il 2 novembre 1795 in Carolina del Nord e crebbe nel Tennessee, sulla frontiera. Avvocato tenace e allievo politico di Andrew Jackson, che gli valse il soprannome di «Young Hickory», fu presidente della Camera dei rappresentanti e governatore del Tennessee. Nel 1844 il Partito Democratico lo scelse come candidato a sorpresa: un outsider quasi sconosciuto, che però vinse le elezioni.
Divenne l'undicesimo presidente degli Stati Uniti e governò dal 1845 al 1849. Si era dato obiettivi chiarissimi e li realizzò tutti in un solo mandato, dopo il quale, come aveva promesso, non si ricandidò. Polk credeva nel «Destino manifesto», l'idea che gli Stati Uniti dovessero estendersi da un oceano all'altro. Con la guerra messico-statunitense, dal 1846 al 1848, il Paese conquistò immensi territori nel Sud-Ovest, compresa la California. Con la Gran Bretagna trovò invece un accordo pacifico sul territorio dell'Oregon, diviso lungo il 49º parallelo, che ancora oggi segna il confine con il Canada. Sotto di lui gli Stati Uniti raggiunsero il Pacifico.
Questa enorme espansione inasprì però lo scontro sulla schiavitù nei nuovi territori. Sfinito dal lavoro, Polk morì il 15 giugno 1849 a Nashville, appena tre mesi dopo aver lasciato la carica.
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