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21º Chester A. Arthur
10 domande · Politica
Chester A. Arthur nacque il 5 ottobre 1829 a Fairfield, nel Vermont, figlio di un predicatore battista immigrato dall'Irlanda. Avvocato a New York, prima della guerra civile difese con successo una donna nera cacciata da un tram riservato ai bianchi. Poi entrò nella potente macchina del Partito Repubblicano di New York guidata dal senatore Roscoe Conkling e per anni diresse la dogana del porto, una miniera di posti assegnati agli amici di partito. Elegante, amante della buona tavola e degli abiti su misura, lo chiamavano «Gentleman Boss».
Nel 1880 fu candidato alla vicepresidenza accanto a James A. Garfield, soprattutto per accontentare la corrente di Conkling. Quando Garfield morì nel settembre 1881 dopo l'attentato, Arthur divenne il ventunesimo presidente degli Stati Uniti e governò dal 1881 al 1885. Molti lo ritenevano inadatto, proprio perché veniva dal vecchio sistema delle cariche distribuite per fedeltà politica. Invece sorprese tutti diventando un riformatore: nel 1883 firmò il Pendleton Act, la legge che assegnava gli impieghi pubblici in base al merito e non alla tessera di partito, primo fondamento della moderna amministrazione professionale.
Già gravemente malato di reni, nel 1884 non ottenne una nuova candidatura dal suo partito. Poco prima di morire fece bruciare quasi tutte le sue carte personali, e morì il 18 novembre 1886.
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