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Ada Lovelace
12 domande · Società e vita quotidiana
Ada nasce il 10 dicembre 1815 a Londra, unica figlia legittima di Lord Byron, il poeta più famoso e più chiacchierato d'Europa. Il padre abbandona la famiglia quando lei ha poche settimane e lascia poi l'Inghilterra: Ada non lo conoscerà mai. La madre, Annabella Milbanke, appassionata di matematica, decide di proteggere la bambina dalla temuta «vena poetica» paterna con un'educazione scientifica rigorosa, una scelta rarissima per una ragazza dell'epoca. Il rimedio funziona solo a metà: Ada diventa matematica, ma una matematica che parla di «scienza poetica» e considera l'immaginazione la virtù più importante di chi fa ricerca.
Incoraggiata dalla scienziata Mary Somerville e seguita negli studi dal logico Augustus De Morgan, a diciassette anni conosce a un ricevimento londinese Charles Babbage, l'inventore che progetta macchine calcolatrici meccaniche. È un colpo di fulmine intellettuale: per anni sarà la sua interlocutrice più preziosa, e lui la chiamerà «l'incantatrice dei numeri». Intanto si sposa, ha tre figli e diventa contessa di Lovelace.
Nel 1843 traduce in inglese un articolo scritto in francese dall'ingegnere savoiardo Luigi Menabrea, allora professore a Torino, sulla macchina analitica, la Analytical Engine progettata da Babbage, e vi aggiunge note proprie lunghe quasi il triplo del testo originale. Nella celebre Nota G descrive passo dopo passo come la macchina potrebbe calcolare i numeri di Bernoulli: oggi è considerato il primo programma per computer mai pubblicato. Ancora più visionaria è l'intuizione che una macchina simile potrebbe elaborare simboli qualsiasi, non solo numeri, e per esempio comporre musica.
La macchina analitica non fu mai costruita, e Ada morì di cancro nel 1852 ad appena 36 anni, la stessa età del padre, accanto al quale volle essere sepolta. La fama arrivò un secolo dopo: nel 1980 il Dipartimento della Difesa statunitense battezzò Ada un linguaggio di programmazione, e ogni ottobre l'Ada Lovelace Day celebra le donne nella scienza.
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