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Ade
12 domande · Mitologia
Ade è il dio greco degli Inferi, il severo signore del regno dei morti, che porta del resto il suo stesso nome. Figlio di Crono e di Rea, ricevette questo dominio sotterraneo quando, dopo la vittoria sui Titani, si divise il mondo con un sorteggio insieme ai fratelli: a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare, ad Ade il mondo di sotto. A differenza loro non sedeva sull'Olimpo e non lasciava quasi mai il suo cupo palazzo. Non è un dio del male, ma un giudice inflessibile, custode dell'ordine tra i vivi e i morti.
I Ciclopi gli avevano forgiato un elmo dell'invisibilità; Perseo lo prese in prestito per avvicinarsi a Medusa. Alla porta del suo regno veglia Cerbero, il cane a tre teste che Dante pone nel terzo cerchio dell'Inferno, e lo Stige separa il mondo dei vivi da quello delle ombre. Solo pochi eroi vi si avventurarono da vivi: Orfeo, il cui canto intenerì il dio fino a ottenere il ritorno di Euridice, oppure Teseo e Piritoo, scesi per rapire la regina degli Inferi e rimasti incollati ai seggi dell'oblio.
Ade, infatti, aveva rapito lui stesso Persefone, figlia di Demetra; i chicchi di melagrana che lei mangiò la legarono a lui per una parte dell'anno, e il dolore della madre spiega il ritorno dell'inverno. Gelosa, Persefone trasformò nella menta la ninfa Minta, amata dal marito. Poiché i metalli preziosi e i semi nascono dal sottosuolo, i Greci lo chiamavano per eufemismo Plutone, «il Ricco»; i Romani adottarono quel nome, che è anche quello del pianeta nano scoperto nel 1930. In Italia il mito vive nel marmo: alla Galleria Borghese di Roma il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini mostra le dita del dio che affondano nella coscia della fanciulla, e a Mantova nel 1607 L'Orfeo di Monteverdi portò sulla scena la discesa del cantore nel regno delle ombre.
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