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Adolf Eichmann
11 domande · Storia
Adolf Eichmann fu uno dei principali organizzatori delle deportazioni degli ebrei europei durante la Shoah. Nacque a Solingen nel 1906 e crebbe a Linz, in Austria. La sua carriera negli apparati nazisti lo portò a occuparsi prima dell’emigrazione forzata e poi dei trasporti verso i luoghi di sterminio. Dal 1938 diresse a Vienna un ufficio che spogliava gli ebrei dei loro beni mentre ne imponeva la partenza. Nell’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich coordinò le deportazioni e partecipò alla conferenza di Wannsee, della quale redasse il verbale. Il suo grado di Obersturmbannführer non deve far pensare a una responsabilità minore: l’organizzazione dei trasferimenti era una parte essenziale del genocidio. Nel 1944 ebbe un ruolo diretto nelle deportazioni dall’Ungheria, condotte in poche settimane con esiti mortali per la maggior parte delle vittime. Dopo la guerra si nascose e nel 1950 raggiunse l’Argentina con il nome Ricardo Klement, passando per l’Italia. Nel 1960 un’operazione dei servizi israeliani lo catturò; il processo si tenne a Gerusalemme l’anno seguente. Le testimonianze dei sopravvissuti ebbero un’enorme risonanza. Eichmann cercò di presentarsi come un semplice esecutore di ordini, ma questo non cancellava né la sua partecipazione attiva né il suo antisemitismo. Il libro di Hannah Arendt sul processo aprì un dibattito sulla banalità del male e sulla responsabilità individuale. Condannato a morte, Eichmann fu giustiziato nel 1962.
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