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Al Capone
13 domande · Storia
Alphonse Gabriel Capone nacque a Brooklyn nel 1899 da una famiglia di immigrati italiani. Divenne uno dei capi del crimine organizzato di Chicago durante il proibizionismo, quando il divieto di produrre e vendere alcolici alimentò un enorme mercato clandestino. La sua organizzazione, nota come Chicago Outfit, ricavava denaro anche dal gioco d’azzardo e dalla prostituzione. Il soprannome Scarface derivava dalle cicatrici sul suo volto: non erano ferite di guerra, come lui talvolta raccontava, ma il risultato di una lite.
La strage di San Valentino del 1929, attribuita alla sua banda, rese particolarmente evidente la violenza della lotta per il controllo della città. Capone cercava però anche il consenso pubblico: durante la Grande depressione finanziò una mensa per persone senza lavoro. La beneficenza non cancellava le attività criminali. A portarlo in carcere fu una condanna per evasione fiscale nel 1931. Dopo la detenzione ad Atlanta venne trasferito ad Alcatraz, nella baia di San Francisco.
Gli agenti di Eliot Ness contrastarono il traffico di alcolici, mentre l’indagine fiscale fu condotta da altri investigatori federali. Distinguere questi ruoli aiuta a separare la storia dalle versioni cinematografiche. Capone soffriva delle conseguenze neurologiche della sifilide; trascorse gli ultimi anni in Florida, dove morì nel 1947.
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