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Amelia Earhart
10 domande · Società e vita quotidiana
Amelia Earhart nasce il 24 luglio 1897 ad Atchison, nel Kansas, in un'America che dalle ragazze si aspetta soprattutto buone maniere. Lei invece si arrampica sugli alberi, va a caccia di topi con la carabina e in giardino costruisce una specie di montagna russa per «volare». Nel 1920 un battesimo dell'aria di dieci minuti in California le cambia la vita: farà l'aviatrice. Per pagarsi le lezioni fa i lavori più diversi, poi si compra un aereo tutto suo, un biplano giallo acceso che battezza «Canary».
Nel 1928 attraversa l'Atlantico, ma solo come passeggera, e la cosa la irrita: si sentiva, dirà, come un sacco di patate. Quattro anni dopo, nel maggio 1932, cinque anni dopo Charles Lindbergh, raccoglie la sfida da sola ai comandi del suo Lockheed Vega. Ghiaccio sulle ali, altimetro guasto, fiamme dal motore: atterra in un prato dell'Irlanda del Nord ed è la prima donna a sorvolare da sola l'Atlantico. Il mondo intero la acclama.
Earhart mette a frutto la sua fama. Moltiplica record, conferenze e libri e fonda con altre colleghe le Ninety-Nines, un'associazione di donne pilota. Il suo messaggio è semplice: le donne possono fare qualsiasi mestiere, anche quelli considerati maschili. Diventa così il simbolo del coraggio femminile.
Nel 1937 si lancia nel progetto più audace: un giro del mondo lungo l'equatore, la rotta più lunga mai tentata. Con il navigatore Fred Noonan ha già percorso gran parte del tragitto quando, il 2 luglio, il suo bimotore scompare sopra il Pacifico mentre cerca la minuscola isola di Howland. Nonostante ricerche gigantesche, l'aereo non sarà mai ritrovato. Il mistero affascina ancora oggi studiosi e appassionati.
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