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Anubi
12 domande · Mitologia
Anubi è il dio egizio dei riti funebri e dell'imbalsamazione, riconoscibile dalla sua testa di sciacallo nero. Custode delle necropoli, veglia sulle tombe, accompagna i defunti verso l'aldilà e presiede alla mummificazione, l'arte che doveva conservare il corpo per l'eternità. Secondo la leggenda ne fu l'inventore: sarebbe stato lui ad avvolgere il primo morto, lo zio Osiride assassinato.
Nel giudizio dei morti Anubi ha un ruolo decisivo: sorveglia la pesatura del cuore, posato sulla bilancia di fronte alla piuma di Maat, e da quel verdetto dipende il destino dell'anima. Durante l'imbalsamazione i sacerdoti indossavano talvolta maschere di Anubi per impersonare il dio; un raro esemplare in terracotta è conservato a Hildesheim. Erano ancora loro a compiere l'apertura della bocca, il rito che restituiva alla mummia l'uso dei sensi.
Perché proprio uno sciacallo? Perché questi animali si aggiravano intorno ai cimiteri, e si sperava che il dio ne proteggesse i morti. Il suo manto nero non evoca il lutto, ma il colore della rinascita, quello del limo fertile del Nilo e delle resine dell'imbalsamazione. Per lo più lo si dice figlio di Nefti, allevato da Iside. Al suo fianco compare un altro dio sciacallo, Upuaut, «colui che apre le vie», e lo accompagna uno strano emblema, il feticcio imiut.
Anubi fu a lungo il grande dio dei morti, prima di cedere questo regno a Osiride e diventarne l'imbalsamatore e la guida. Ancora oggi, nelle sale del Museo Egizio di Torino, il suo profilo di sciacallo veglia su sarcofagi, amuleti e statuette.
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