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Ares
12 domande · Mitologia
Ares è il dio greco della guerra: selvaggio, sanguinario e impetuoso. Incarna il volto brutale e caotico della battaglia, la furia e la carneficina, mentre la saggia Atena rappresenta l'arte ragionata della strategia. In campo lo accompagnavano i figli Fobo e Deimo, la Paura e il Terrore, i cui nomi oggi appartengono alle due piccole lune del pianeta Marte.
Tra gli dei come tra gli uomini Ares era detestato: nell'Iliade il padre Zeus lo chiama il più odioso di tutti gli abitanti dell'Olimpo. Si diceva che venisse dalla Tracia, terra aspra e guerriera, e le Amazzoni erano ritenute sua discendenza. Atena lo sconfisse più di una volta, e quando sotto le mura di Troia l'eroe Diomede lo ferì, il dio fuggì urlando verso l'Olimpo con un grido simile a quello di diecimila guerrieri.
Celebre è la sua relazione con Afrodite, moglie di Efesto: il marito tradito sorprese gli amanti in una rete invisibile e li espose alle risate degli dei. Da quell'unione nacque Armonia, dea della concordia, quasi a dire che dalla guerra e dall'amore può nascere l'armonia. Ad Atene la collina dell'Areopago, sede del più antico tribunale della città, portava il suo nome.
A Roma il suo corrispettivo Marte godeva invece del massimo prestigio: padre di Romolo e Remo, era considerato il capostipite del popolo romano, e il Campo Marzio gli era dedicato. Il pianeta rosso, il mese di marzo e il nostro martedì portano ancora il suo nome.
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