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Audrey Hepburn
10 domande · Società e vita quotidiana
Audrey Kathleen Ruston, la futura Audrey Hepburn, nasce il 4 maggio 1929 a Bruxelles, da madre baronessa olandese e padre britannico. Da bambina sogna una cosa sola: diventare prima ballerina. Ma la guerra la sorprende nei Paesi Bassi, ad Arnhem. Durante l'occupazione tedesca l'adolescente patisce la fame, soprattutto nel terribile «inverno della fame» del 1944, quando si arrivano a mangiare bulbi di tulipano. In segreto aiuta la resistenza olandese danzando in spettacoli clandestini. Alla Liberazione il suo fisico indebolito non le permette più di puntare alla carriera di ballerina.
Si rivolge allora al teatro e al cinema. Nel 1951 la scrittrice Colette la nota sulla Costa Azzurra e la sceglie per interpretare «Gigi» a Broadway. Due anni dopo, nel suo primo grande ruolo a Hollywood, una principessa in fuga per le strade di Roma accanto a Gregory Peck in «Vacanze romane», vince l'Oscar come migliore attrice. Seguono «Sabrina», «Cenerentola a Parigi», «Arianna», «Sciarada» e «Guerra e pace», girato in gran parte in Italia.
Nel 1961 diventa Holly Golightly in «Colazione da Tiffany». Il tubino nero, lo chignon, gli occhiali da sole e il lungo bocchino fanno di lei per sempre un'icona di stile. Quella silhouette deve molto allo stilista Hubert de Givenchy, amico di una vita, che la veste sullo schermo come nella vita privata. Nel 1964 è Eliza Doolittle in «My Fair Lady», anche se la sua voce cantata è in gran parte doppiata.
Con l'Italia il legame è anche privato: dal secondo matrimonio con lo psichiatra romano Andrea Dotti nasce il figlio Luca, e per anni vive a Roma. Negli ultimi anni diventa ambasciatrice dell'UNICEF: segnata dalla fame patita da ragazza, viaggia in Etiopia, Somalia e Vietnam per difendere i bambini. Muore nel 1993 a Tolochenaz, in Svizzera.
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