🏸
Badminton: termini e tecnica
8 domande · Sport
Chi pensa al badminton come al tranquillo «volano» delle vacanze al mare scopre presto un altro sport: velocissimo, tattico e con un lessico tecnico per lo più inglese, usato anche nelle palestre italiane.
Tutto comincia dai colpi. Il drive è la traiettoria tesa e rapida che passa radente al nastro, parallela al terreno, e costringe l'avversario a reazioni fulminee, soprattutto nel doppio. Il lob è invece il colpo difensivo che solleva un volano basso e lo spedisce alto verso il fondo: serve a guadagnare tempo quando si è sotto pressione, e un buon lob atterra appena dentro la linea di fondo. Il colpo più delicato è il colpo a rete, giocato in punta di dita perché il volano muoia subito dall'altra parte del nastro: molti scambi si decidono così, al millimetro.
I colpi però non bastano senza le gambe. Il footwork, cioè il gioco di gambe, porta il giocatore in ogni angolo del campo e lo riporta, dopo ogni colpo, nella posizione di base al centro, da cui tutti gli angoli sono raggiungibili nel minor tempo. Poiché il volano viaggia velocissimo, i professionisti percorrono diversi chilometri a partita.
Resta l'attrezzo. Nella testa della racchetta è tesa l'incordatura, fili sottilissimi portati a tensioni molto alte: più è tesa, più guadagna in precisione, a scapito di potenza e durata. Per il rovescio si cambia impugnatura con un piccolo movimento del pollice, che nella presa di rovescio poggia di piatto sul lato largo del manico. E ogni sequenza di colpi, dal servizio fino al punto, è uno scambio: ai massimi livelli dura spesso pochi secondi, ma richiede un'esplosività enorme.
Esercitati gratis
PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.