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Baseball: le basi
8 domande · Sport
Negli Stati Uniti è il «passatempo nazionale», in Italia uno sport di nicchia ma con una tradizione solida, nata a Nettuno nel dopoguerra e cresciuta fino a diversi titoli europei della nazionale. Le regole, viste da fuori, sembrano misteriose; in realtà poggiano su pochi numeri.
In difesa ogni squadra schiera nove giocatori, mentre in attacco batte uno solo alla volta: il baseball è prima di tutto un duello tra lanciatore e battitore, e i ruoli di attacco e difesa si alternano. Il gesto con cui il lanciatore manda la palla verso casa base è il lancio, il pitch; una palla veloce, la fastball, supera i 150 chilometri orari e lascia al battitore frazioni di secondo. Ogni lancio valido che il battitore manca o non colpisce è uno strike, e tre strike significano l'eliminazione; quattro «ball», cioè lanci fuori dalla zona, gli regalano invece la prima base.
Per segnare un punto, un corridore deve toccare tutte e quattro le basi: prima, seconda, terza e di nuovo casa base. Il colpo più spettacolare è il fuoricampo, quando la palla vola oltre la recinzione e il battitore può fare il giro delle basi con calma; se le basi sono tutte occupate, è un grande slam da quattro punti in una volta. Dietro casa base, accovacciato, il ricevitore afferra i lanci e con segnali nascosti suggerisce al lanciatore il prossimo tiro, da vero regista della difesa.
Nel baseball non c'è un cronometro. Una partita si divide in nove inning, ciascuno con due metà, e in caso di parità si continua con inning supplementari finché qualcuno non prevale, in teoria senza fine.
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