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Baseball: termini e ruoli
8 domande · Sport
In Italia il baseball ha una storia più lunga di quanto si creda: arrivò con i soldati americani nel 1944, mise radici a Nettuno e da lì si diffuse fino a Bologna, Parma e Rimini, dove si è formato un lessico tutto italiano accanto a quello inglese. Conoscerne le parole chiave aiuta a seguire una partita.
Al centro del gioco c'è il lanciatore, il pitcher, che dal monte di lancio scaglia la palla verso casa base: il suo duello con il battitore decide spesso l'incontro, e i migliori lanciatori della MLB guadagnano decine di milioni di dollari a stagione. Il battitore ha frazioni di secondo per decidere se e come colpire; una media battuta di .300 è considerata eccellente. Se manca tre lanci validi viene eliminato con uno strikeout, che sul referto si segna tradizionalmente con una «K». Se invece colpisce e raggiunge una base senza essere eliminato, ha battuto una valida: un singolo porta in prima base, un doppio in seconda, un triplo in terza, mentre il fuoricampo vola oltre la recinzione.
In difesa ognuno porta il guanto, il grande guantone di cuoio che ha forme diverse a seconda del ruolo e che molti giocatori curano per anni. Le quattro basi, a 27,4 metri l'una dall'altra, disegnano un rombo: il diamante. Il capolavoro difensivo è il doppio gioco, che elimina due corridori in un'unica azione, il classico dalla seconda alla prima base. A giudicare ogni lancio, chiamando strike e ball, è l'arbitro piazzato dietro il ricevitore, le cui decisioni sono spesso contestate con passione.
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