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Basket: i termini
14 domande · Sport
Chi segue una partita di basket alla televisione sente piovere parole tecniche, metà italiane e metà prese dall'inglese della NBA. Conviene conoscerle, perché raccontano il gioco meglio di qualsiasi tabellino. Tutto comincia spesso da un tiro sbagliato: chi conquista il rimbalzo si guadagna un nuovo possesso, e per questo i lunghi lottano sotto i tabelloni con il tagliafuori. Se la difesa riesce a togliere il pallone all'avversario con una palla rubata, parte subito il contropiede, l'attacco lampo che sfrutta l'attimo in cui gli altri non sono ancora schierati. Al contrario, ogni palla persa è un regalo agli avversari.
In attacco l'altruismo si misura con l'assist, il passaggio che porta direttamente a un canestro, mentre la giocata più spettacolare resta la schiacciata, la palla infilata nel ferro dall'alto. Il gioco a due più famoso è il pick and roll: un compagno porta un blocco e poi taglia verso il canestro. Chi difende può rispondere con una stoppata, respingendo il tiro mentre la palla sale. Chi è davvero completo arriva alla tripla doppia, doppia cifra in tre voci statistiche, di solito punti, rimbalzi e assist.
Poi ci sono le infrazioni: i passi, quando si cammina con la palla in mano senza palleggiare, e il doppio palleggio, quando si riprende a palleggiare dopo essersi fermati. Un contatto irregolare è un fallo, e certi falli mandano in lunetta per il tiro libero. E se un tiro parte prima che suoni l'ultimo segnale ed entra mentre la partita finisce, il palazzetto esplode per il canestro sulla sirena.
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