🪁
Benjamin Franklin
10 domande · Scienze
Benjamin Franklin unì mestieri e interessi che oggi spesso consideriamo separati. Nato a Boston il 17 gennaio 1706, nella colonia britannica del Massachusetts, lavorò come tipografo ed editore, studiò da autodidatta e partecipò alla vita pubblica. A Filadelfia promosse iniziative utili alla comunità, dalla circolazione dei libri alla prevenzione degli incendi. Il suo percorso aiuta a capire un Illuminismo fatto anche di strumenti pratici, associazioni e discussioni fra cittadini, oltre che di grandi teorie.
Le ricerche sull’elettricità gli procurarono fama internazionale. Al suo nome è legato l’esperimento con l’aquilone, pensato per mettere in evidenza la natura elettrica dei fenomeni temporaleschi. Non va immaginato come un tentativo di sopravvivere alla scarica diretta di un fulmine, e non è un esperimento da ripetere. Il parafulmine trasformò lo studio dell’elettricità in una protezione concreta per gli edifici. Franklin contribuì inoltre alla diffusione dei termini positivo e negativo per descrivere i due tipi di carica, una convenzione rimasta nel linguaggio scientifico.
L’inventiva riguardava anche la vita quotidiana. Gli vengono associate le lenti bifocali, che permettono di guardare a distanze diverse senza cambiare continuamente occhiali, una stufa più efficiente e l’armonica a bicchieri. Non ogni oggetto attribuitogli nelle raccolte di curiosità fu davvero una sua invenzione: distinguere un miglioramento da una creazione originale evita di trasformare una figura già notevole in un personaggio infallibile. Preferì mettere le proprie invenzioni a disposizione degli altri senza ricavarne un monopolio brevettuale.
Come rappresentante delle colonie e poi dei nuovi Stati Uniti, Franklin ebbe un ruolo diplomatico importante in Francia. Partecipò al movimento per l’indipendenza e alla costruzione delle istituzioni americane, senza diventare presidente. Il suo volto sulla banconota da cento dollari ricorda questa presenza nella memoria pubblica. I rapporti epistolari con il pensatore napoletano Gaetano Filangieri mostrano anche una dimensione italiana delle reti intellettuali settecentesche. Morì a Filadelfia il 17 aprile 1790, a ottantaquattro anni.
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