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Billie Eilish
10 domande · Società e vita quotidiana
Billie Eilish Pirate Baird O'Connell nasce nel 2001 a Los Angeles in una famiglia di artisti. Niente scuola tradizionale: i genitori la istruiscono a casa, e la musica è ovunque. Insieme al fratello maggiore Finneas registra le sue canzoni in una cameretta. Proprio lì, nella casa di famiglia, nasce nel 2015 «Ocean Eyes», un brano che la tredicenne carica su internet e che diventa virale da un giorno all'altro.
Segue una delle ascese più insolite della storia del pop. La sua musica è sussurrata, cupa e intima, lontanissima dal pop scintillante delle radio. Nel 2019 esce l'album d'esordio «When We All Fall Asleep, Where Do We Go?» con la hit mondiale «Bad Guy». Ai Grammy del 2020 conquista tutte e quattro le categorie principali, la più giovane artista di sempre a riuscirci.
Anche l'immagine rompe le aspettative: agli inizi indossa di proposito abiti larghi e informi per non essere ridotta al suo corpo, una presa di posizione molto discussa contro la pressione che grava sulle giovani donne nel pop. Parla apertamente di salute mentale, della sindrome di Tourette e del suo rapporto con la fama.
Poco dopo i vent'anni Billie Eilish ha già vinto due Oscar per la migliore canzone: prima con «No Time to Die», tema del film di James Bond, poi con «What Was I Made For?», scritta per «Barbie». Incarna un nuovo tipo di popstar: discreta, vulnerabile e al tempo stesso radicalmente indipendente.
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