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Carlo V
9 domande · Storia
Carlo V nacque a Gand nel 1500 e riunì attraverso le eredità familiari territori molto diversi: regni iberici, Paesi Bassi, domini asburgici e possessi americani. In Spagna fu Carlo I; come imperatore eletto nel 1519 fu Carlo V. Il celebre richiamo a un impero sul quale non tramonta il sole descrive l’ampiezza geografica del dominio, non l’esistenza di uno Stato uniforme con le stesse istituzioni ovunque.
L’Italia fu uno dei principali teatri della competizione con Francesco I di Francia. Nel 1525 le forze imperiali catturarono il re francese nella battaglia di Pavia; nel 1527 le truppe imperiali saccheggiarono Roma. Il rapporto fra il sovrano e gli eserciti comprendeva problemi di finanziamento e controllo, ma non permette di cancellare le responsabilità della guerra. Nel 1530 papa Clemente VII incoronò Carlo a Bologna. In Germania la Riforma pose nuove sfide: alla dieta di Worms del 1521 Martin Lutero rifiutò di ritrattare. Il confronto con gli ottomani riguardò il Mediterraneo e l’Europa centrale; la difesa di Vienna nel 1529 dipese soprattutto dalle forze del fratello Ferdinando e dai comandanti sul posto, non dalla presenza personale di Carlo.
Nelle Americhe le conquiste degli imperi azteco e inca ampliarono il dominio della corona attraverso violenze e sfruttamento. Negli anni Cinquanta Carlo avviò una serie di abdicazioni, dividendo le eredità fra il figlio Filippo II e il fratello Ferdinando. Si ritirò a Yuste e morì nel 1558. La complessità di questo governo aiuta a capire perché la sua eredità non possa essere ridotta a un solo paese.
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