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Caterina II di Russia
9 domande · Storia
Caterina II nacque nel 1729 a Stettino, allora nel Regno di Prussia e oggi in Polonia, con il nome di Sofia Federica Augusta. Apparteneva a una famiglia principesca tedesca. Il matrimonio con il futuro Pietro III la portò alla corte russa, dove imparò la lingua e aderì alla Chiesa ortodossa. Nel 1762 un colpo di Stato sostenuto dalla guardia la mise sul trono. Pietro III morì poco dopo in circostanze non del tutto chiarite.
Caterina coltivò un’immagine di sovrana illuminata e corrispose con Voltaire. Sostenne arti e cultura e acquistò opere che contribuirono alla formazione dell’Ermitage. Il contatto con l’Illuminismo non trasformò però l’impero in una democrazia né abolì la servitù della gleba. Il potere rimase autocratico e i privilegi della nobiltà furono rafforzati. La rivolta guidata da Emel’jan Pugačëv, che si presentava come Pietro III, venne repressa duramente.
Sul piano esterno il regno fu segnato dall’espansione e dalle guerre. Nel 1783 la Russia annetté la Crimea, modificando gli equilibri del Mar Nero. Caterina partecipò anche alle spartizioni della Confederazione polacco-lituana insieme a Prussia e Austria. Questi risultati imperiali ebbero costi per le popolazioni coinvolte e non vanno raccontati soltanto come successi personali. Morì a San Pietroburgo nel 1796, dopo trentaquattro anni di regno. L’appellativo la Grande esprime una memoria del potere e dell’influenza, non una valutazione positiva di ogni sua scelta.
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