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Cerere
12 domande · Mitologia
Cerere è la dea romana dell'agricoltura, delle messi e dei cereali. Insegnò agli uomini a coltivare il grano e vegliava sull'approvvigionamento di pane di Roma, un compito vitale per una città che arrivò a contare un milione di abitanti. Al suo fianco stava Annona, la dea che personificava il raccolto dell'anno e gli arrivi di grano nel porto.
La plebe la venerava in modo particolare. Il suo tempio ai piedi dell'Aventino, presso il Circo Massimo, era il cuore della vita plebea: lo amministravano gli edili plebei, vi si custodivano gli archivi e le delibere dei tribuni. La sua festa, i Cerealia, si teneva in aprile con giochi nel circo e un rito curioso: si lasciavano correre volpi con fiaccole accese legate alla coda. Prima di mietere le si offriva una scrofa, e la farina sacra dei sacrifici veniva dal farro, il far degli antichi Romani, da cui l'italiano ha ereditato la parola «farina».
Cerere corrisponde alla greca Demetra, e Roma adottò per lei riti venuti dai misteri eleusini, affidati spesso a sacerdotesse della Magna Grecia. Come per Demetra, il ratto della figlia Proserpina da parte di Plutone spiega le stagioni: finché la fanciulla resta negli inferi, la madre in lutto lascia la terra sterile; quando torna, tutto rinverdisce. Il Ratto di Proserpina scolpito da Gian Lorenzo Bernini alla Galleria Borghese racconta proprio quel momento.
Il suo nome vive ancora a tavola: i cereali della colazione lo portano con sé. E il corpo più grande della fascia degli asteroidi, il pianeta nano Cerere, fu scoperto il primo gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi all'osservatorio di Palermo, che lo dedicò alla dea protettrice della Sicilia.
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