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Christina Koch
11 domande · Società e vita quotidiana
Christina Koch nasce nel 1979 a Grand Rapids, nel Michigan, cresce a Jacksonville, nella Carolina del Nord, e sogna lo spazio fin da bambina. Studia ingegneria elettrica e fisica, poi al Goddard Space Flight Center della NASA costruisce strumenti di misura per le missioni spaziali. Quindi sceglie l'esatto contrario di un lavoro d'ufficio: trascorre un intero inverno alla stazione Amundsen-Scott, al Polo Sud, e lavora in seguito in stazioni di ricerca isolate, dall'Alaska alle Samoa Americane. Isolamento, freddo, piccole squadre: a ripensarci, l'allenamento perfetto per un'astronauta.
Nel 2013 viene scelta fra oltre 6.000 candidature per la classe di astronauti della NASA. Nel marzo 2019 raggiunge la Stazione spaziale internazionale e ci resta più a lungo del previsto: 328 giorni di fila, il volo spaziale più lungo mai compiuto da una donna. La NASA prolunga la missione di proposito, per studiare come il corpo femminile reagisce ai lunghi soggiorni in orbita: conoscenze indispensabili per i futuri viaggi verso la Luna e Marte.
In questa missione cade anche un primato che l'astronautica ha atteso quasi sessant'anni: nell'ottobre 2019 Koch e la collega Jessica Meir escono insieme dal portello della ISS per la prima passeggiata spaziale tutta femminile. In sei uscite Koch trascorre in tutto più di 42 ore nello spazio aperto.
Nel 2023 la NASA la nomina specialista di missione di Artemis II, il primo volo con equipaggio verso la Luna dall'epoca dell'Apollo. Nell'aprile 2026 la capsula Orion gira intorno alla Luna con i suoi quattro astronauti, e Christina Koch diventa la prima donna a spingersi fino al nostro satellite, più di mezzo secolo dopo gli ultimi equipaggi Apollo. Il suo motto resta concreto: inseguire i sogni, anche quando la strada fa qualche deviazione, magari passando dal Polo Sud.
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