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Ciclope
12 domande · Mitologia
I Ciclopi sono giganti della mitologia greca, riconoscibili per l'unico, enorme occhio piantato in mezzo alla fronte. Se ne distinguono due tipi: fabbri di straordinaria abilità e pastori selvaggi che divorano gli uomini.
I più antichi, Bronte, Sterope e Arge, il Tuono, il Lampo e il Bagliore, erano figli di Urano e di Gea. Crono li aveva rinchiusi nel Tartaro; liberati da Zeus, forgiarono per gli dèi le loro armi più temibili: il fulmine di Zeus, il tridente di Poseidone e l'elmo dell'invisibilità di Ade. Gli dèi dell'Olimpo devono così a loro la vittoria sui Titani. Più tardi si collocò la loro officina sotto l'Etna, dove aiutavano il dio fabbro Efesto.
Il più celebre dei ciclopi selvaggi è Polifemo, figlio di Poseidone, che rinchiuse Ulisse e i suoi compagni nella sua caverna. Ulisse lo fece ubriacare, gli cavò l'occhio con un palo arroventato e si fece chiamare «Nessuno»: quando il gigante urlò che «Nessuno» lo aveva accecato, i vicini non si mossero. Per uscire, i Greci si aggrapparono sotto il ventre delle pecore che il gigante cieco lasciava andare al pascolo. Poseidone perseguitò poi Ulisse con la sua ira per anni.
La Sicilia ha fatto di Polifemo una figura di casa: i faraglioni di Aci Trezza sarebbero i massi che scagliò contro la nave di Ulisse, e il nome di Acireale ricorda Aci, il pastore amato dalla ninfa Galatea che il ciclope geloso schiacciò sotto una roccia. I Greci chiamavano poi «ciclopiche» le enormi mura di pietra di Micene e di Tirinto, e l'immagine del gigante con un solo occhio verrebbe forse da crani di elefanti nani trovati in Sicilia e a Creta, la cui grande apertura nasale somiglia a un'unica orbita.
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