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Cinema e cultura pop
8 domande · Società e vita quotidiana
Poche cose raccontano un'epoca quanto le donne verso cui rivolge lo sguardo. Questo pacchetto attraversa quasi un secolo di schermo e palcoscenico, dal glamour in bianco e nero di Hollywood alle popstar che oggi riempiono interi stadi.
Alcune furono celebrate proprio per ciò che l'industria si aspettava da loro, e intanto lottarono per essere prese sul serio. Marilyn Monroe, simbolo del glamour hollywoodiano e protagonista di «A qualcuno piace caldo», si trasferì a New York per studiare recitazione e fondò una propria casa di produzione. Audrey Hepburn, che da bambina aveva patito la fame nei Paesi Bassi occupati, l'indimenticabile Holly di «Colazione da Tiffany» e la principessa di «Vacanze romane», dedicò i suoi ultimi anni all'UNICEF. Josephine Baker, prima star nera di fama mondiale del varietà, trasmise informazioni per la Resistenza francese e oggi riposa simbolicamente nel Panthéon.
Altre sono arrivate con regole proprie. Emma Watson è passata dal ruolo di Hermione a quello di ambasciatrice di UN Women e ha lanciato la campagna «HeForShe». Lady Gaga si è presentata con un abito di carne cruda prima di vincere un Oscar. Billie Eilish ha registrato nella cameretta del fratello le canzoni con cui ha fatto incetta di Grammy. Taylor Swift ha reinciso i suoi vecchi album per riprendersi la propria musica. Zendaya è passata da star Disney a più giovane vincitrice dell'Emmy come miglior attrice in una serie drammatica.
Insieme raccontano anche una seconda storia: quella di un'industria in cui la fama arriva presto, e il controllo sulla propria opera molto più tardi.
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