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Citazioni celebri
12 domande · Società e vita quotidiana
Alcune frasi hanno una forza tale da sopravvivere a chi le ha pronunciate e da entrare nella memoria collettiva: un passo sulla Luna, un sogno di uguaglianza, un appello alla responsabilità. Dietro ogni grande citazione c’è una persona che, in un momento decisivo, ha trovato le parole giuste. Questo pacchetto rovescia la domanda di sempre: chi l’ha detto?
Si incontrano l’astronauta Neil Armstrong, che nel 1969 posa il piede sulla Luna, e il pastore Martin Luther King, che sogna l’uguaglianza davanti al Lincoln Memorial. Si ascoltano il presidente John F. Kennedy nel suo discorso di insediamento e Mahatma Gandhi, apostolo della non violenza, a cui si attribuiscono molte massime. Anche Albert Einstein, il genio della relatività, e Nelson Mandela, il prigioniero diventato presidente, hanno lasciato formule ripetute all’infinito, talvolta senza prove che le abbiano davvero pronunciate.
L’antichità non è da meno: Socrate con il suo «So di non sapere» e Giulio Cesare con il suo «Tu quoque, Brute, fili mi!» davanti ai congiurati. Seguono Cartesio e il suo «Penso, dunque sono», Winston Churchill, che guidò il Regno Unito nella Seconda guerra mondiale, Galileo Galilei, che difese l’eliocentrismo davanti all’Inquisizione e a cui la tradizione attribuisce «Eppur si muove», e la rivoluzionaria Rosa Luxemburg, assassinata a Berlino nel 1919.
Le spiegazioni distinguono le parole documentate dalle attribuzioni incerte: una citazione famosa non è sempre una citazione autentica. Ma una grande frase appartiene sempre a due parti: a chi l’ha pronunciata e ai milioni di persone che da allora la tengono viva.
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