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Console: modelli e generazioni
12 domande · Videogiochi e fumetti
La storia delle console comprende macchine da collegare al televisore, dispositivi portatili e sistemi che combinano entrambe le possibilità. Le date di lancio non sono sempre uguali in Giappone, Nord America ed Europa. Ricordare una console richiede quindi di distinguere il primo debutto dalla successiva distribuzione italiana, oltre a riconoscere il produttore, i supporti e il modo in cui si controllano i giochi.
Atari 2600 uscì nel 1977 con il nome Video Computer System. Il NES e il Game Boy rappresentano due percorsi differenti di Nintendo: uno legato al televisore, l'altro al gioco portatile. Il Game Boy arrivò nel 1989 e Tetris contribuì alla sua riconoscibilità. Nella generazione a sedici bit, Mega Drive e Super Nintendo furono concorrenti. Quest'ultimo debuttò in Giappone nel 1990 come Super Famicom e arrivò in Europa in seguito.
Sony entrò nel settore con PlayStation, lanciata in Giappone nel 1994 e in Europa nel 1995. PlayStation 2 proseguì quel percorso e raggiunse un primato di vendite nel mercato delle console. Microsoft presentò Xbox nel 2001 in Nord America, prima dell'arrivo europeo nel 2002. Nomi e numeri permettono di distinguere le generazioni senza considerare ogni nuovo modello come una semplice variazione della stessa macchina.
Le portatili mostrarono altre soluzioni. PlayStation Portable utilizzava piccoli dischi UMD, mentre Nintendo DS offriva due schermi, uno sensibile al tocco. Entrambe debuttarono nel 2004 in alcuni mercati e arrivarono in Europa nel 2005. Wii, del 2006, rese centrale il telecomando con sensori di movimento. Nintendo Switch, uscita nel 2017, permette invece di passare dall'uso portatile al televisore nel modello standard. Supporti, controlli e date aiutano così a leggere una storia nella quale le aziende hanno proposto modi diversi di giocare, non soltanto macchine più potenti.
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