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Costellazioni
12 domande · Astronomia e spazio
Molto prima dei navigatori satellitari, pastori, marinai e poeti leggevano il cielo come un libro illustrato. I Greci vi collocarono eroi e mostri, e nel 1922 l'Unione Astronomica Internazionale fissò l'elenco ufficiale di 88 costellazioni. Alle nostre latitudini la più familiare è l'Orsa Maggiore: le sue sette stelle più brillanti disegnano il «Grande Carro» e, prolungando il lato posteriore, si arriva alla Stella Polare. Poco lontano Cassiopea traccia una grande W, la regina vanitosa del mito seduta sul suo trono. Dante chiude ogni cantica della Commedia con la parola «stelle», e nel Paradiso evoca proprio le stelle del Carro che non tramontano mai.
L'inverno appartiene a Orione, il cacciatore, riconoscibile dalle tre stelle allineate della sua cintura e dalla rossastra Betelgeuse: nel Sidereus Nuncius del 1610 Galileo ne disegnò la cintura e la spada piene di stelle invisibili a occhio nudo. Accanto, il Toro fissa il cielo con il suo occhio arancione, Aldebaran, con l'ammasso delle Pleiadi sulla spalla, e i Gemelli sono guidati da Castore e Polluce, i fratelli inseparabili. In primavera il Leone alza la criniera a forma di falce, con Regolo che gli batte nel cuore, mentre il discreto Cancro ospita l'ammasso del Presepe.
L'estate offre altre meraviglie. Basso sull'orizzonte sud brilla lo Scorpione, il cui cuore è la supergigante rossa Antares, e il Sagittario, le cui stelle formano una teiera, nasconde nella sua direzione il centro della Via Lattea. Allo zenit la piccola Lira porta la splendente Vega, e il Cigno spiega le ali a croce lungo la Via Lattea, con Deneb sulla coda. L'autunno, infine, riporta Andromeda, la principessa incatenata, che ospita la galassia vicina più celebre, visibile a occhio nudo lontano dalle città.
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