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Cricket: le basi
8 domande · Sport
Nato nei prati inglesi, il cricket è oggi uno degli sport più seguiti del pianeta, trascinato dalle folle di India, Pakistan e Australia. Una squadra schiera undici giocatori, proprio come nel calcio, ma la somiglianza finisce qui. Al centro del campo ovale si stende il pitch, una striscia di circa 20 metri curata in modo maniacale, con a ciascuna estremità un wicket: tre paletti piantati nel terreno, sormontati da due piccoli legnetti chiamati bail.
Il bowler lancia la palla a braccio teso, sopra la spalla; piegare il gomito è vietato e viene considerato un tiro irregolare. Il suo obiettivo è colpire il wicket o costringere l'avversario all'errore. Il batsman, invece, difende il proprio wicket con la mazza piatta e cerca di segnare punti correndo. In campo ci sono sempre due battitori contemporaneamente, uno per ciascun capo del pitch.
I punti più spettacolari arrivano quando la palla raggiunge il confine del campo. Se ci arriva rotolando, la squadra guadagna quattro run; se lo supera al volo senza toccare terra, ne guadagna sei, l'equivalente del fuoricampo nel baseball. Il battitore può essere eliminato in molti modi: palla presa al volo da un difensore, wicket abbattuto oppure gamba davanti al wicket. In tutti questi casi si dice che è out e deve tornare al padiglione. In Italia il cricket è uno sport di nicchia, ma esiste un campionato nazionale, animato soprattutto da giocatori di origine sudasiatica, e una nazionale che partecipa alle qualificazioni internazionali.
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