🏏
Cricket: termini e formati
8 domande · Sport
Per uno spettatore italiano il cricket sembra a prima vista un mistero vestito di bianco, eppure bastano poche parole per seguire una partita. Il lanciatore, chiamato bowler, consegna la palla in serie di sei: ogni serie si chiama over, e alla fine il gioco riparte dall'altra estremità del campo con un altro lanciatore. Il battitore cerca invece di segnare i run, i punti che si ottengono quando i due battitori corrono e si scambiano di posto tra i due wicket. Arrivare da soli a cento run significa realizzare un century, l'impresa che fa alzare in piedi tutto lo stadio.
Subito dietro il battitore si accovaccia il wicketkeeper, l'unico giocatore della squadra in difesa autorizzato a portare i guantoni, che deve afferrare tutte le palle mancate dal battitore. Alcuni lanciatori puntano sulla velocità pura, altri sullo spin: imprimono alla palla una rotazione che le fa cambiare direzione dopo il rimbalzo e mette in difficoltà chi batte. A vigilare sul rispetto delle regole ci sono due umpire, aiutati da un terzo arbitro che rivede al video le azioni dubbie.
Il cricket si gioca in diversi formati. Il test cricket, la forma più antica e prestigiosa, mette di fronte due nazionali per un massimo di cinque giorni, con pause per il pranzo e per il tè. All'estremo opposto c'è il Twenty20, in cui ogni squadra ha a disposizione 20 over e la partita dura circa tre ore: nato in Inghilterra nel 2003, questo formato spettacolare ha conquistato il mondo e riporterà il cricket ai Giochi olimpici di Los Angeles nel 2028.
Esercitati gratis
PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.