🥌
Curling
8 domande · Sport
Il curling lascia sempre un po' perplesso chi lo scopre in televisione: alcuni giocatori fanno scivolare pesanti pietre sul ghiaccio, mentre i compagni strofinano freneticamente la pista con le scope. Dietro questa immagine quasi comica si nasconde però uno sport di precisione impressionante, che viene spesso chiamato «gli scacchi sul ghiaccio». Nato in Scozia nel Cinquecento, figurava già nel programma dei primi Giochi olimpici invernali, a Chamonix nel 1924, e in Italia ha una tradizione solida soprattutto a Cortina d'Ampezzo e in Piemonte, dove si disputò il torneo olimpico di Torino 2006, a Pinerolo.
Si gioca con pietre di granito di circa venti chili, ricavate tradizionalmente dal granito di un'unica isola scozzese, Ailsa Craig. Ogni squadra schiera quattro giocatori con ruoli ben definiti. Il più importante è lo skip, il capitano: piazzato in fondo alla pista, legge il ghiaccio, indica il bersaglio con la scopa e di solito lancia le ultime pietre, spesso decisive.
L'obiettivo è avvicinarsi alla casa, il bersaglio circolare disegnato all'altra estremità della pista. Segna soltanto la squadra con la pietra più vicina al centro, il bottone, e conta tante pietre quante sono meglio piazzate della migliore pietra avversaria. Lo sweeping è fondamentale: strofinando il ghiaccio davanti alla pietra, i giocatori lo scaldano leggermente e la pietra scivola più lontano e più dritta.
Il nome stesso dello sport viene dalla traiettoria: al rilascio il giocatore imprime alla pietra una leggera rotazione, e la pietra descrive una curva, in inglese «curl». Una partita si compone di otto o dieci end, in cui le due squadre giocano tutte le loro pietre. Il Canada è la grande potenza mondiale, dove milioni di telespettatori seguono i campionati.
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