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Diana
12 domande · Mitologia
Diana è la dea romana della caccia, della luna e della natura selvaggia, protettrice delle donne, degli schiavi e dei parti. Vergine cacciatrice, percorre le foreste con arco e frecce, circondata da cani e cerbiatte.
Il suo santuario più celebre sorgeva in riva al lago di Nemi, sui Colli Albani, nel cuore di un bosco sacro che i Romani chiamavano nemus, da cui il nome del luogo. Il suo sacerdote, il rex Nemorensis o "re del bosco", era uno schiavo fuggiasco che conservava la carica soltanto fino al giorno in cui uno più forte lo uccideva in duello. L'antropologo James Frazer apre su questa usanza la sua grande opera, Il ramo d'oro. Sulle rive dello stesso lago l'imperatore Caligola fece varare le sue enormi navi, riportate alla luce negli anni Trenta. A Roma la dea aveva sull'Aventino un tempio del popolo, dove gli schiavi festeggiavano il loro giorno di riposo il 13 agosto.
Diana corrisponde all'Artemide greca. La si rappresenta spesso con una falce di luna tra i capelli e, come dea lunare, con una fiaccola in mano. Con il nome di Diana Trivia era venerata agli incroci, da cui deriva l'aggettivo "triviale", ciò che si trova a ogni angolo di strada. In Asia Minore si fuse con l'Artemide di Efeso; gli Atti degli Apostoli riportano il grido degli orafi della città: "Grande è l'Artemide degli Efesini!" Una celebre statua di questa dea, l'Artemide Efesia della collezione Farnese, si trova al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Nel Medioevo la Chiesa la sospettava di guidare la cavalcata notturna delle streghe. I cacciatori, invece, le avevano dedicato a lungo la selvaggina, prima che sant'Uberto ne prendesse il posto. Nella Reggia di Caserta la grande fontana di Diana e Atteone la mostra al bagno, sorpresa dal giovane cacciatore.
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