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Eleanor Roosevelt
10 domande · Società e vita quotidiana
Eleanor Roosevelt nasce nel 1884 in una ricca famiglia di New York, ma perde presto entrambi i genitori e cresce, timida e insicura, presso la nonna. Nipote del presidente Theodore Roosevelt, sposa un lontano cugino, Franklin Delano Roosevelt, che nel 1933 diventa presidente degli Stati Uniti. La ragazza riservata diventa così first lady e reinventa quel ruolo da cima a fondo.
Invece di limitarsi alla rappresentanza, Eleanor Roosevelt diventa una voce politica autonoma. Durante la Grande depressione e la Seconda guerra mondiale gira il paese, visita fabbriche, quartieri poveri e soldati, tiene conferenze stampa riservate alle giornaliste e firma una rubrica quotidiana sui giornali, «My Day». Difende operai, poveri e i diritti civili degli afroamericani, spesso con più coraggio del marito.
La sua opera più importante comincia dopo la morte di Franklin. Nel 1946 diventa delegata degli Stati Uniti presso le neonate Nazioni Unite e assume la presidenza della Commissione ONU per i diritti umani. Insieme al giurista francese René Cassin e al libanese Charles Malik prepara uno dei testi fondamentali della storia: la Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata a Parigi il 10 dicembre 1948.
Fino alla morte, nel 1962, Eleanor Roosevelt resta un'instancabile paladina della dignità umana e della giustizia sociale. Il presidente Truman la chiama «First Lady del mondo». La sua eredità è una convinzione semplice: i diritti di ogni essere umano, e soprattutto dei più deboli, vanno difesi ovunque.
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