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Emilie Schindler
11 domande · Società e vita quotidiana
Emilie Schindler, nata Pelzl, viene al mondo nel 1907 in un villaggio di lingua tedesca della Moravia, nell'odierna Repubblica Ceca. Nel 1928 sposa Oskar Schindler, un uomo d'affari brillante, intraprendente e amante della bella vita. Il loro matrimonio non è affatto semplice, ma negli anni più bui del Novecento i due coniugi diventano insieme dei salvatori.
Durante la Seconda guerra mondiale Oskar Schindler dirige nella Polonia occupata una fabbrica in cui impiega lavoratori forzati ebrei, e proprio l'impiego nella fabbrica li protegge dalla deportazione nei campi di sterminio. Il celebre film «Schindler's List» racconta soprattutto l'opera di Oskar, ma il salvataggio di ebrei dallo sterminio nazista fu un'impresa comune. Emilie agisce nell'ombra, senza sosta: procura al mercato nero cibo e medicine per gli operai indeboliti, assiste i malati e rischia lei stessa la vita.
Un episodio drammatico segna la fine della guerra: nel gennaio 1945 arriva nei pressi della fabbrica di Brünnlitz un treno carico di deportati congelati e in fin di vita. Emilie si prende cura di loro, li nutre, li veglia e salva molte vite. In tutto circa 1.200 ebrei sopravvivono alla Shoah grazie ai coniugi Schindler.
Dopo la guerra i due emigrano in Argentina, dove Oskar finisce per lasciare Emilie. Lei vi resta per decenni in condizioni modeste, a lungo all'ombra del marito più famoso. Solo tardi viene riconosciuto il suo contributo personale: Yad Vashem onora entrambi come «Giusti tra le nazioni». Emilie Schindler muore nel 2001, donna il cui coraggio silenzioso salvò moltissime vite.
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