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Emmeline Pankhurst
10 domande · Società e vita quotidiana
Emmeline Pankhurst nasce nel 1858 a Manchester, in un'epoca in cui alle donne è negato il voto. I suoi genitori sono già impegnati in politica, e lei cresce con la convinzione che le donne meritino gli stessi diritti degli uomini. Per decenni il movimento femminile cerca di ottenere il suffragio femminile con mezzi pacifici e legali, senza successo. Emmeline ne trae una conclusione radicale.
Nel 1903 fonda la Women's Social and Political Union, le cui militanti diventano presto note come «suffragette». Il loro motto è «Fatti, non parole». Invece di continuare a supplicare, puntano su proteste militanti e spettacolari: interrompono comizi, si incatenano alle cancellate, rompono vetrine e appiccano incendi. Emmeline Pankhurst viene arrestata più e più volte.
In carcere le suffragette ricorrono a un'altra arma estrema, lo sciopero della fame. Le autorità rispondono con l'alimentazione forzata, brutale, che suscita l'indignazione dell'opinione pubblica. Una legge, il cosiddetto «Cat and Mouse Act», permette poi di rilasciare le detenute indebolite e di riarrestarle una volta guarite. La lotta è dura e controversa, ma tiene il voto alle donne sulle prime pagine.
La Prima guerra mondiale cambia le cose: le donne sostituiscono i soldati nelle fabbriche e nei servizi e dimostrano di essere indispensabili. Nel 1918 nel Regno Unito votano per la prima volta le donne sopra i trent'anni; nel 1928, poche settimane dopo la morte di Emmeline, arriva il voto pieno e paritario. Ancora oggi è la più celebre pioniera del suffragio femminile.
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