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Equitazione: gare e storia
8 domande · Sport
Gli sport equestri hanno una lunga storia olimpica. Dopo una prima apparizione a Parigi nel 1900, sono nel programma senza interruzioni dai Giochi di Stoccolma del 1912, con dressage, salto ostacoli e concorso completo. Le tre discipline sono governate a livello mondiale dalla FEI, la Federazione equestre internazionale, fondata nel 1921 e con sede a Losanna.
Nel salto ostacoli tutto si decide sul percorso. Ogni cavaliere sogna il percorso netto, senza barriere abbattute, senza rifiuti e senza superare il tempo concesso. Quando più binomi chiudono alla pari, li separa il barrage: un percorso più corto in cui, a parità di errori, vince il tempo migliore. I tracciati alternano verticali, ostacoli tutti in altezza, e oxer, che richiedono anche ampiezza. Tra i concorsi più prestigiosi c'è il CHIO di Aquisgrana, che si disputa ogni estate nella Soers e si presenta come la grande festa mondiale degli sport equestri; in Italia il concorso più celebre è quello di Piazza di Siena, a Roma, con la sua Coppa delle Nazioni.
Il cavallo corre anche negli ippodromi. Le corse al galoppo, la disciplina ippica più veloce, non sono olimpiche, ma hanno i loro monumenti, come il Derby di Epsom, il Prix de l'Arc de Triomphe a Parigi o, in Italia, il Gran Premio del Jockey Club a San Siro. Sul piano sportivo la Germania si è imposta come nazione dominante, soprattutto nel dressage a squadre, dove ha vinto la maggior parte dei titoli olimpici. Anche Paesi Bassi, Gran Bretagna e Francia sono ai vertici mondiali, e l'Italia vanta campioni leggendari come i fratelli Piero e Raimondo D'Inzeo.
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