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Equitazione: le basi
8 domande · Sport
L'equitazione occupa un posto speciale ai Giochi olimpici: è l'unica disciplina in cui un essere umano e un animale gareggiano insieme, e in cui uomini e donne si sfidano nelle stesse prove. Le specialità olimpiche sono tre, dressage, salto ostacoli e concorso completo, e ognuna mette in luce una qualità diversa del binomio formato dal cavaliere e dal suo cavallo.
Il dressage, spesso paragonato a un balletto, si svolge in un rettangolo di sabbia. Il binomio esegue figure prestabilite e i giudici valutano precisione, scioltezza e armonia, tanto che gli aiuti del cavaliere diventano quasi invisibili. Il salto ostacoli è più spettacolare: bisogna completare un percorso senza far cadere le barriere, perché ogni errore costa penalità. Si incontrano il verticale, tutto in altezza, e l'oxer, un ostacolo largo formato da due piani di barriere che richiede un salto ampio. Il concorso completo, infine, riunisce dressage, cross country e salto in più giornate, ed è considerato il triathlon dell'equitazione.
Per muoversi il cavallo dispone di tre andature naturali, passo, trotto e galoppo, che si distinguono per il ritmo: quattro tempi il passo, due il trotto, tre il galoppo. Il cavaliere comunica con lui attraverso le gambe, il peso del corpo e le redini, collegate all'imboccatura nella bocca del cavallo. Siede su una sella, spesso fatta su misura, che distribuisce il suo peso e protegge la schiena dell'animale. In Italia la tradizione equestre ha radici profonde: la Scuola di cavalleria di Pinerolo e Federico Caprilli hanno cambiato per sempre il modo di montare a cavallo.
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