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Equitazione: termini e attrezzatura
8 domande · Sport
Andare a cavallo significa anche imparare una lingua nuova. Prima ancora di salire in sella, il cavaliere scopre la bardatura: il filetto, l'imboccatura più semplice, che attraverso le redini trasmette le indicazioni alla bocca del cavallo, e le staffe, i due anelli in cui si infilano i piedi senza mai irrigidirsi. Sulla testa porta il casco, oggi obbligatorio in quasi tutte le gare, che lo protegge in caso di caduta.
Il dressage ha un vocabolario tutto suo, spesso ereditato dalle scuderie delle corti europee. Il piaffe, un trotto cadenzato e riunito sul posto, è tra gli esercizi più difficili dell'alta scuola, mentre il cambio di piede permette al cavallo di invertire l'anteriore che guida durante la fase di sospensione del galoppo, nelle riprese più difficili addirittura a ogni tempo. Anche l'Italia ha una grande tradizione: Federico Caprilli, ufficiale di cavalleria a Pinerolo, rivoluzionò all'inizio del Novecento il modo di saltare con il suo «sistema naturale».
Nel salto ostacoli ogni abbattimento costa di norma quattro penalità, e una barriera appena sfiorata può decidere una classifica. Il concorso completo aggiunge il cross country, una prova in campagna su ostacoli fissi come fossi, tronchi e guadi, la più spettacolare e la più rischiosa. Infine non tutte le equitazioni si somigliano: accanto alla classica monta inglese c'è la monta western, nata dal lavoro dei cowboy americani con il bestiame, con la sua sella profonda, le redini lunghe e discipline come il reining.
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