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Erich Kästner
9 domande · Letteratura
Una città moderna può essere attraversata anche dal punto di vista di un bambino. In Emil e i detective, Erich Kästner affida a un gruppo di ragazzi l'iniziativa di inseguire un ladro fra le strade di Berlino. Il romanzo esce nel 1929 e diventa un classico internazionale. Kästner, nato a Dresda nel 1899, conosce però anche un altro registro: è poeta, giornalista e autore di satire rivolte agli adulti. L'attenzione ai rapporti sociali collega queste attività più di quanto suggerisca la divisione fra libri per grandi e piccoli.
Le sue storie per ragazzi prendono sul serio amicizia e capacità di agire. Puntino e Anton avvicina una bambina benestante e un ragazzo che vive in condizioni difficili. La classe volante segue studenti di un collegio fra teatro, conflitti e riconciliazione. Carlottina e Carlottina mette in movimento due gemelle cresciute separatamente, che si incontrano e scambiano i propri ruoli. Le numerose versioni cinematografiche mostrano quanto questi intrecci siano riconoscibili anche fuori dal contesto tedesco.
La scrittura per adulti osserva invece con particolare durezza la società della Repubblica di Weimar. Fabian racconta un moralista nella Berlino dei primi anni Trenta, fra precarietà, desideri e perdita di orientamento. Il distacco ironico non cancella il coinvolgimento. Nel 1933 i nazisti bruciano pubblicamente anche opere di Kästner; lo scrittore assiste al rogo a Berlino. Rimane in Germania, mentre una parte della sua attività editoriale continua attraverso l'estero e fra limitazioni crescenti.
Dresda resta importante nella memoria personale. Nel libro autobiografico Quando ero bambino torna agli anni dell'infanzia, descrivendo luoghi e rapporti che la storia avrebbe trasformato. Muore a Monaco nel 1974. La sua eredità tiene insieme umorismo e serietà: dare fiducia ai bambini non significa fingere che gli adulti o le istituzioni abbiano già risolto tutti i problemi.
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