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Eros
12 domande · Mitologia
Eros è il dio greco dell'amore e del desiderio. Nei miti più antichi, come la Teogonia di Esiodo, è una divinità primordiale, comparsa accanto al Caos e a Gea, senza la quale nulla sarebbe potuto nascere. Nei racconti più tardi diventa invece il figlio alato e spesso birichino di Afrodite.
Con il suo arco e le sue frecce accende l'amore negli dei come negli uomini: una freccia d'oro fa nascere una passione irresistibile, una freccia di piombo provoca il rifiuto. Nemmeno gli dei sono al sicuro: Apollo, colpito da una freccia d'oro, inseguì invano Dafne, raggiunta da una freccia di piombo, finché lei si trasformò in alloro.
La sua storia più bella è quella di Psiche, il cui nome significa «anima». Eros la amava ma la visitava solo nell'oscurità; una notte, curiosa, lei lo illuminò con una lucerna a olio, e una goccia bollente svegliò il dio, che fuggì. Afrodite impose allora alla fanciulla prove quasi impossibili, finché Zeus la rese immortale: la vicenda si chiude con le nozze sull'Olimpo. L'autore latino Apuleio la racconta nelle sue «Metamorfosi», note anche come «L'asino d'oro».
L'Italia ha amato questa favola più di ogni altro paese. Raffaello e la sua bottega la dipinsero nella Loggia di Amore e Psiche della Villa Farnesina a Roma, Giulio Romano le dedicò un'intera sala di Palazzo Te a Mantova, e Antonio Canova scolpì il celebre gruppo «Amore e Psiche», oggi al Louvre. Presso i Romani Eros si chiama Amore o Cupido, piccolo arciere paffuto che decora ancora i biglietti di San Valentino.
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