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Febbraio 2026
15 domande · Attualità
Il febbraio 2026 è stato un mese di grandi palcoscenici e di fratture profonde. A Milano e Cortina d’Ampezzo si è accesa la fiamma olimpica: per la prima volta i Giochi invernali hanno avuto due città ospitanti ufficiali, e l’Italia ha vissuto settant’anni dopo Cortina 1956 un’altra edizione in casa, tra le piste delle Dolomiti e i palazzetti milanesi. In California i Seattle Seahawks hanno conquistato il Super Bowl LX contro i New England Patriots, il loro secondo titolo, mentre mezzo mondo andava alle urne: in Giappone la premier Sanae Takaichi ha ottenuto una vittoria schiacciante, il Portogallo ha eletto presidente António José Seguro, Mia Mottley ha conquistato tutti i seggi del parlamento delle Barbados e in Bangladesh il BNP di Tarique Rahman ha vinto le prime elezioni dopo la caduta del lungo governo precedente. Nei Paesi Bassi Rob Jetten ha giurato come il più giovane capo di governo della storia del paese, Laura Fernández ha vinto le presidenziali in Costa Rica e ad Haiti il consiglio di transizione ha passato il potere al primo ministro Fils-Aimé.
Ma il mese si è chiuso in modo cupo. Il 5 febbraio è scaduto il New START, l’ultimo grande trattato di disarmo tra Stati Uniti e Russia; il Pakistan ha dichiarato «guerra aperta» ai talebani afghani; in Messico è stato ucciso El Mencho, il narcotrafficante più ricercato del paese, e Kim Jong Un si è fatto confermare segretario generale a Pyongyang. Il 28 febbraio, infine, gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e l’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei hanno aperto una guerra che, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, avrebbe tenuto con il fiato sospeso i mercati del petrolio e la politica mondiale per mesi. Un mese come una lente d’ingrandimento.
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