🏎️
Formula 1: le basi
8 domande · Sport
Una stagione di Formula 1 conta una ventina di Gran Premi in tutti i continenti, raccontati con un vocabolario che i telecronisti usano senza mai spiegarlo. Tutto comincia il sabato, nelle qualifiche: chi firma il tempo migliore conquista la pole position, il primo posto in griglia, che permette di partire davanti a tutti e di correre in aria pulita, senza nessuno da superare.
La domenica la gara si decide anche ai box. Durante un pit stop una ventina di meccanici sostituisce le quattro gomme in meno di tre secondi, a volte perfino in meno di due. Per favorire i sorpassi, per anni le monoposto hanno usato il DRS, il «Drag Reduction System»: sui rettilinei un flap dell'ala posteriore si apriva e riduceva la resistenza dell'aria. Dal 2026 lo ha sostituito un nuovo regolamento con aerodinamica attiva.
Quando c'è un incidente entra in pista la safety car, che raggruppa le vetture dietro di sé: vietato sorpassare, e alla ripartenza i distacchi accumulati spariscono. La corsa si chiude infine con la bandiera a scacchi, sventolata al passaggio del vincitore.
Il vincitore incassa 25 punti, poi 18, 15 e così via fino al decimo posto. A fine anno si assegnano due titoli: il Mondiale piloti e il Mondiale costruttori, che somma i punti delle due vetture di ogni scuderia. E la macchina stessa porta un nome che in Italia suona familiare: monoposto, perché ha un solo posto e le ruote scoperte. Non a caso la parola è entrata così com'è nel gergo dei motori di mezzo mondo.
Esercitati gratis
PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.