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Freyr
12 domande · Mitologia
Freyr è il dio norreno della fertilità, della pace, dei raccolti e del bel tempo: uno degli dèi più amati dai contadini. Dispensa il sole e la pioggia, campi rigogliosi e abbondanza, e appartiene, come la sorella Freyja, alla stirpe dei Vani. Il suo nome significa semplicemente «il Signore». Contadini e giovani sposi lo invocavano per la fecondità, e il suo grande santuario sorgeva a Uppsala, accanto a quelli di Odino e di Thor.
Freyr possiede tesori favolosi forgiati dai nani: la nave meravigliosa Skíðblaðnir, che ha sempre il vento a favore e si ripiega come una stoffa fino a stare in una tasca, e il cinghiale dalle setole d'oro Gullinbursti, che brilla nella notte. Gli dèi gli regalarono inoltre l'Alfheim, il mondo luminoso degli elfi, come dono per il suo primo dente.
Ma un giorno, seduto sul trono di Odino, scorse la gigantessa Gerd e se ne innamorò perdutamente. Mandò il suo servitore Skírnir a chiederla in sposa e in cambio gli cedette la spada magica che combatteva da sola. Quella perdita gli sarà fatale: nel Ragnarök, privo della sua arma, Freyr cadrà davanti al gigante di fuoco Surtr, che affronterà con un semplice palco di cervo.
La celebre statuetta di Rällinge, conservata al Museo storico di Stoccolma, è considerata una raffigurazione di questo dio della fecondità. I Germani del continente avrebbero conosciuto un dio affine con il nome di Fro, e proprio come Froh compare accanto alla sorella Freia in «L'oro del Reno» di Richard Wagner, l'opera che apre la tetralogia dell'Anello, amatissima anche nei teatri italiani.
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