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Gaio Giulio Cesare
10 domande · Storia
Gaio Giulio Cesare nacque a Roma nel 100 avanti Cristo e fu generale, uomo politico e scrittore. Il suo percorso si svolse nella crisi della Repubblica romana, segnata da conflitti sociali, competizione fra aristocratici e guerre civili. Le campagne in Gallia ampliarono enormemente il potere romano, ma comportarono stragi, deportazioni e riduzione in schiavitù. La Gallia non coincideva esattamente con la Francia attuale: comprendeva territori oggi appartenenti anche ad altri paesi.
Nel 49 avanti Cristo Cesare attraversò il Rubicone con le truppe, entrando in Italia e sfidando l’autorità dei suoi avversari politici. Fu un passaggio decisivo verso la guerra civile. La celebre frase sul dado è tramandata dalle fonti antiche in forme diverse; non possediamo una registrazione delle parole pronunciate. Veni, vidi, vici riguarda invece un’altra vittoria, quella di Zela. Dopo aver sconfitto i rivali, Cesare accumulò poteri e ricevette il titolo di dittatore a vita. Non era imperatore nel senso istituzionale che il termine assumerà con Augusto.
Il 15 marzo del 44 avanti Cristo, le idi di marzo, un gruppo di congiurati lo uccise nella curia di Pompeo. La morte non restaurò stabilmente la Repubblica: seguirono nuove guerre. Il mese di luglio porta il suo nome. I Commentarii de bello Gallico, noti in italiano come La guerra gallica, sono una fonte fondamentale e insieme un’opera di autorappresentazione politica. Leggerli richiede di distinguere l’abilità dello scrittore dalla piena attendibilità delle sue giustificazioni.
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