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Gennaio 2026
15 domande · Attualità
Il 2026 è cominciato con un colpo di scena dopo l’altro. Già nella notte di Capodanno l’Europa guardava alla Bulgaria, che adottava l’euro diventando il ventunesimo membro dell’Eurozona, mentre sulle Alpi svizzere l’incendio di un bar a Crans-Montana spegneva di colpo la festa. Nello stesso giorno Cipro assumeva per sei mesi la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Appena due giorni dopo il mondo tratteneva il fiato: le forze statunitensi colpivano il Venezuela e catturavano il presidente Nicolás Maduro, aprendo una catena di blocchi e crisi nei Caraibi. La Danimarca, dal canto suo, lanciava l’operazione Arctic Endurance e portava alleati europei in Groenlandia, in risposta alle minacce di annessione di Washington.
Il mese ha conosciuto anche svolte più silenziose. Dopo quasi vent’anni di trattative l’India e l’Unione europea firmavano il loro accordo di libero scambio, gli Stati Uniti lasciavano ufficialmente l’OMS e Sarah Mullally diventava la prima donna arcivescovo di Canterbury. In Guinea Equatoriale Ciudad de la Paz prendeva il posto di Malabo come capitale, l’Uganda confermava al potere Yoweri Museveni, la Repubblica Democratica del Congo piangeva le vittime della miniera di coltan di Rubaya e la penisola iberica contava i danni del deragliamento di Adamuz e della tempesta Kristin.
A fine mese tre milioni di pagine dei fascicoli Epstein finivano sulle prime pagine di tutto il mondo, mentre il recupero dei resti dell’ultimo ostaggio, Ran Gvili, chiudeva il capitolo degli ostaggi di Gaza. Questo pacchetto ripercorre il mese domanda dopo domanda, dalla grande politica internazionale alle tragedie che ne hanno segnato le prime settimane.
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