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Giapponese per le vacanze
20 domande · Lingue
Il giapponese sembra inaccessibile a prima vista: tre sistemi di scrittura, nessuna parentela con l’italiano e una cortesia nascosta nella grammatica più che nel tono. Eppure per una vacanza ne serve sorprendentemente poco, e la pronuncia è amica degli italiani: vocali chiare, sillabe regolari e quasi nessun suono difficile. Venti frasi bastano per salutare, ordinare, pagare e ringraziare, ed eccole in questo pacchetto. Ogni carta mostra la frase in caratteri giapponesi e la trascrizione in lettere latine: il trattino sopra una vocale, come in Arigatō, indica che va allungata. Si saluta con «Konnichiwa», al mattino con «Ohayō gozaimasu» e la sera con «Konbanwa»; prima di dormire si dice «Oyasumi nasai». «Sayōnara» sa di addio definitivo, e tra amici si preferisce «Jā ne» o «Mata ato de». Per chiedere si usa «Onegai shimasu», per ringraziare «Arigatō gozaimasu», e a chi ringrazia si risponde «Dō itashimashite». «Sumimasen» serve per scusarsi, per attirare l’attenzione e perfino per ringraziare. Il punto interrogativo non serve: la domanda sta tutta nella particella finale «ka», come in «Ikura desu ka?». Si brinda con «Kanpai!» e in caso di pericolo si grida «Tasukete!». Buono a sapersi: in Giappone la mancia non si usa, perché un buon servizio è considerato semplicemente normale.
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