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Ginnastica: attrezzi e termini
8 domande · Sport
In ginnastica ogni attrezzo ha un carattere tutto suo. Fra gli uomini il cavallo con maniglie è forse il più ingrato: il ginnasta si sostiene su due impugnature e fa girare le gambe in cerchi continui senza che il corpo tocchi l’attrezzo. Basta un attimo di esitazione e l’esercizio crolla. Le parallele simmetriche, due staggi alla stessa altezza, mescolano elementi di forza in appoggio e slanci. La sbarra invece è l’attrezzo dello spettacolo: dopo una serie di giri giganti il ginnasta lascia la presa, ruota in aria e la riafferra al volo.
Fra le donne le parallele asimmetriche offrono un balletto aereo unico nel suo genere. I due staggi sono posti ad altezze diverse e la ginnasta passa dall’uno all’altro in pieno volo: slancio e tempismo decidono tutto. Qualunque sia l’attrezzo, l’esercizio si chiude con l’uscita. Un arrivo piantato, senza il minimo passo, vale i punteggi migliori, e i giudici lo osservano con la stessa attenzione riservata alle acrobazie che lo precedono.
Anche il vocabolario acrobatico ha le sue parole. L’avvitamento indica una rotazione attorno all’asse longitudinale del corpo aggiunta a un salto mortale; doppi e tripli avvitamenti sono fra gli elementi più difficili di questo sport. La famiglia della ginnastica non si ferma agli attrezzi. Nel trampolino elastico il telo proietta gli atleti a diversi metri d’altezza per sequenze di salti mortali, ed è disciplina olimpica dal 2000. La ginnastica ritmica, infine, unisce danza e acrobazia sulla musica con palla, cerchio, clavette e nastro. Ai Giochi olimpici resta una disciplina esclusivamente femminile, in cui l’Italia delle «Farfalle» ha conquistato medaglie e titoli mondiali.
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