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Ginnastica: gare e campioni
8 domande · Sport
La ginnastica fa parte dei Giochi olimpici fin dalla prima edizione moderna, ad Atene nel 1896. A governarla è la FIG, la federazione internazionale fondata nel 1881 a Liegi e considerata la più antica federazione sportiva internazionale. Le grandi competizioni seguono un formato collaudato. Nel concorso generale si sommano i punteggi di tutti gli attrezzi: il vincitore è il ginnasta più completo. Nelle finali di specialità si ritrovano invece solo i migliori di ciascun attrezzo, ed è lì che gli esperti della sbarra, del corpo libero o della trave possono brillare anche senza eccellere ovunque.
Anche i voti hanno una loro storia. Per decenni il punteggio massimo era 10,0, e nessuno lo aveva mai ottenuto ai Giochi. Nel 1976, a Montréal, la rumena Nadia Comăneci, appena quattordicenne, realizzò l’impensabile alle parallele asimmetriche. Il tabellone, progettato con sole tre cifre, non riuscì a mostrare il voto perfetto e indicò «1.00»: la perfezione era diventata un errore di visualizzazione. Dal 2006 il sistema è aperto: il punteggio di difficoltà non ha più un tetto, mentre la nota E, quella dell’esecuzione, parte da 10 e perde decimi a ogni sbilanciamento o errore.
Con questo nuovo sistema è sbocciata una ginnasta fuori dal comune, la statunitense Simone Biles. I suoi elementi sono così difficili che diversi portano ufficialmente il suo nome, e poche rivali osano provarli. Con la sua collezione di titoli mondiali e olimpici, oggi è considerata da molti la più grande ginnasta della storia.
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