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Ginnastica: le basi
8 domande · Sport
La ginnastica artistica è una delle discipline regine dei Giochi olimpici. Gli atleti presentano esercizi su più attrezzi, e ogni prova viene giudicata in pochi secondi da una giuria attenta al minimo dettaglio. Gli uomini gareggiano su sei attrezzi: corpo libero, cavallo con maniglie, anelli, volteggio, parallele simmetriche e sbarra. Le donne ne hanno quattro: volteggio, parallele asimmetriche, trave e corpo libero. Ogni attrezzo richiede un profilo diverso, e sono pochi quelli che brillano dappertutto.
La trave è forse il più impressionante. È larga appena dieci centimetri, eppure le ginnaste vi eseguono salti mortali, salti e piroette con una precisione da orologiaio. Agli anelli, appesi a funi che non devono oscillare, gli uomini tengono posizioni di forza spettacolari come la croce: proprio qui l’Italia ha celebrato Jury Chechi, il «signore degli anelli». Al corpo libero, su un quadrato di dodici metri di lato, l’esercizio mescola acrobazia e coreografia; le donne lo eseguono con la musica, gli uomini senza. Il volteggio è la prova più breve: una lunga rincorsa, una spinta sulla tavola, e in una frazione di secondo si concatenano rotazioni e avvitamenti.
Resta da capire il punteggio. Dalla riforma del 2006 il voto finale somma due componenti, difficoltà ed esecuzione. La nota D premia la difficoltà e non ha un tetto, mentre la nota E parte da 10 e punisce ogni sbilanciamento e ogni errore. Accanto alla ginnastica artistica sono olimpici anche la ginnastica ritmica e il trampolino elastico: la grande famiglia della ginnastica è davvero vasta.
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