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Giovanni Keplero
10 domande · Scienze
Giovanni Keplero, in tedesco Johannes Kepler, nasce nel dicembre 1571 a Weil der Stadt, in Svevia, pochi mesi dopo la battaglia di Lepanto. Mistico profondamente credente e calcolatore formidabile, è uno dei fondatori dell'astronomia moderna. Era destinato alla teologia, ma un posto di insegnante di matematica a Graz lo rivolge verso le stelle. Diventato assistente del danese Tycho Brahe, genio dell'osservazione, alla sua morte eredita decenni di misure di precisione mai vista sulle posizioni dei pianeti.
Per anni si accanisce su quei dati, soprattutto sull'orbita capricciosa di Marte. Nulla torna con i cerchi perfetti supposti fin dall'antichità. La sua conclusione è rivoluzionaria: i pianeti non descrivono cerchi ma ellissi attorno al Sole, e accelerano man mano che gli si avvicinano. Le sue tre leggi danno al moto dei pianeti una forma matematica esatta e trasformano il modello eliocentrico di Niccolò Copernico in uno strumento di calcolo preciso; Newton si appoggerà su di esse per spiegare la gravitazione.
Keplero si occupa anche di ottica: spiega il funzionamento del cannocchiale e dell'occhio umano. Nel 1610, quando Galileo Galilei annuncia nel Sidereus Nuncius le lune di Giove, Keplero, che già nel 1597 gli aveva scritto, è tra i primi a sostenerlo pubblicamente. Le sue Tavole rudolfine permettono di prevedere la posizione dei pianeti con una precisione nuova.
La sua vita è segnata da guerre, epidemie e lutti: diversi figli muoiono piccoli, e per anni deve difendere la propria madre, Katharina, accusata di stregoneria, per risparmiarle la tortura. Muore nel 1630 a Ratisbona, senza un soldo, durante un viaggio intrapreso per riscuotere stipendi arretrati.
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