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Grandi matematici
12 domande · Matematica e logica
Senza di loro non avremmo smartphone né ponti sospesi, né crittografia né viaggi nello spazio: nel corso dei secoli i grandi matematici hanno gettato le fondamenta su cui poggia tutto il mondo moderno. Alcuni erano filosofi, altri astronomi o calcolatori prodigiosi, e le loro idee sono spesso sopravvissute a imperi e religioni.
Questo pacchetto riunisce i più celebri. Nell'antichità Pitagora fondò a Crotone, in Magna Grecia, la sua scuola e diede il nome al famoso teorema, Euclide costruì la geometria negli Elementi, e Archimede, a Siracusa, avrebbe gridato «Eureka!» nella vasca da bagno. Nel Medioevo il sapiente persiano al-Khwarizmi lasciò il suo nome all'algebra e all'algoritmo, e poi il pisano Leonardo Fibonacci, nel Liber abaci del 1202, fece conoscere in Europa le cifre indo-arabe e una successione destinata a diventare famosa. L'Italia continuò a brillare: nel Cinquecento Tartaglia e Cardano risolsero le equazioni di terzo grado, e più tardi il torinese Lagrange e il cuneese Peano lasciarono il segno nell'analisi e nella logica.
In Francia Cartesio, l'uomo del «Penso, dunque sono», inventò il piano che porta il suo nome, e Blaise Pascal costruì a diciannove anni la sua calcolatrice, la Pascalina, prima di fondare con Fermat il calcolo delle probabilità. Isaac Newton e Gottfried Wilhelm Leibniz crearono ciascuno per conto proprio il calcolo infinitesimale e se ne contesero la paternità. Carl Friedrich Gauss, il «principe dei matematici», diede il nome alla curva a campana. Ada Lovelace è considerata la prima programmatrice della storia, e Kurt Gödel dimostrò con i teoremi di incompletezza i limiti stessi della matematica. Riconoscili dalle loro scoperte: molti furono incompresi in vita, ma le loro idee vivono oggi in ogni computer, ogni ponte e ogni telefono.
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