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Greta Thunberg
10 domande · Società e vita quotidiana
Greta Thunberg nasce nel 2003 in Svezia. Già da bambina la crisi climatica la tormenta al punto che fatica a capire perché gli adulti facciano così poco per contrastarla. Nell'agosto 2018, a quindici anni appena compiuti, fa qualcosa che cambierà il mondo: invece di andare a scuola si siede da sola davanti al Parlamento svedese, a Stoccolma, con un cartello dipinto a mano: «Skolstrejk för klimatet», sciopero scolastico per il clima.
Quella che comincia come una protesta solitaria diventa nel giro di pochi mesi un movimento giovanile mondiale: «Fridays for Future». Milioni di studentesse e studenti in innumerevoli paesi scendono in piazza il venerdì per chiedere alla politica di agire con decisione per la tutela del clima e contro il riscaldamento globale. La ragazza con il cartello di cartone diventa il volto più noto dell'ambientalismo giovanile.
Greta Thunberg colpisce per i suoi modi diretti e senza compromessi. Nel 2019, davanti alle Nazioni Unite, pronuncia un discorso pieno di rabbia con la celebre accusa «How dare you» («Come osate»), rimproverando ai potenti di giocarsi il futuro dei giovani. Per dare un segnale attraversa perfino l'Atlantico in barca a vela invece di prendere l'aereo.
Parla apertamente della sua sindrome di Asperger e la descrive come una sorta di «superpotere», che la aiuta a vedere le cose con chiarezza e senza scappatoie. Con il coraggio di dire la verità ai potenti da giovanissima, Greta Thunberg è diventata una delle voci più influenti della sua generazione: nel 2019 la rivista «Time» l'ha nominata persona dell'anno, la più giovane di sempre, e oggi è il simbolo di come anche i ragazzi possano scrivere la storia.
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