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Gruppi di animali: il linguaggio della caccia
15 domande · Natura
Ecco il livello per veri intenditori: il linguaggio della caccia, che nei secoli ha dato nomi propri ai gruppi di animali, ai loro versi e perfino ai loro rifugi. Chi li usa a sproposito si tradisce subito, e chi li conosce si riconosce in qualsiasi bosco d'Italia.
Il branco è la parola degli ungulati e dei predatori: cervi e cerve si radunano in branco, le scrofe guidano il branco con i loro striati dal mantello a righe, e il lupo, tornato dall'Appennino fino alle Alpi, si fa sentire con l'ululato. In autunno è invece il bramito del cervo a riempire le valli. Per la piccola selvaggina da penna vale un altro termine: le starne vivono in brigata, una famiglia che resta unita per tutto l'inverno, mentre le anatre selvatiche passano in stormo sopra le valli da caccia della laguna veneta. Le oche in migrazione disegnano nel cielo una V.
Anche i rifugi hanno un nome: la lepre riposa nel covo, il cinghiale si rotola nell'insoglio. E la caccia stessa ha le sue parole: in Toscana la braccata al cinghiale si fa con la muta dei cani da seguita e le poste dei cacciatori. Per chiudere, uno sguardo fuori dall'Europa: i suricati vivono in colonia, sorvegliati da una sentinella.
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